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"parlando di creatività" a cura di Cristina Eccli

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   Con il termine creatività si fa riferimento alla capacità individuale potenzialmente presente in tutti i campi (  dall’arte,    alla scienza, alla vita quotidiana) di collegare idee o cose molto lontane fra loro al fine di realizzare  qualcosa di                nuovo, originale e utile, e in generale nel formulare pensieri non previsti dal modo di pensare  abituale.


   Se nel XIX e inizi del XX secolo la creatività veniva identificata con la genialità ed era considerata qualcosa di                    superiore e non posseduta da tutti, diversa è la definizione che oggi diamo a questa attitudine. In passato  inoltre              l’attenzione maggiore era rivolta alla sfera intellettiva piuttosto che alla creatività : gli studi di  psicologia si                        focalizzavano infatti principalmente sullo studio dell’intelligenza, intesa come abilità di  ragionamento logico-                  matematico.

   Negli ultimi decenni tuttavia, troviamo un diverso atteggiamento: innanzi  tutto si è iniziato a vedere la creatività            come una qualità posseduta da tutti e non solo da un numero limitato  di persone.  Ovviamente si riconosce che essa è    presente nella popolazione in misura diversa e segue una curva dove alcuni sono collocati nella parte centrale( si parla    allora di creatività ordinaria) e alcuni nell’estremità alta della curva (creatività straordinaria).

 

Secondo gli studi di Taylor la creatività si può suddividere in cinque sottogruppi: la creatività innovativa e  quella emergente si possono trovare nell’ambito delle scienze e della tecnica (capacità di produrre  modificazioni o principi totalmente nuovi in una disciplina o corrente artistica), mentre la creatività  espressiva, produttiva e inventiva comprendono quella creatività quotidiana che si manifesta nelle azioni e  nei problemi di tutti i giorni.

Così come oggi si pensa che la creatività possa appartenere a un vasto numero di persone, anche gli ambiti in cui essa si può manifestare si sono estesi: infatti nel passato solo arte e scienza erano ritenuti i campi in cui potevano emergere le doti geniali, mentre oggi si sa che qualsiasi atto anche quotidiano può manifestare creatività. Per quanto riguarda la sfera cognitiva, sappiamo oggi come la creatività comprenda aspetti molto ampi della nostra attività mentale, tra cui i processi di pensiero, la personalità e le attitudini artistiche.

Vi sono comunque molte discordanze tra gli studiosi per quanto riguarda la definizione di creatività in funzione agli aspetti prettamente cognitivi: diversi studiosi fanno riferimento per definire la creatività, ai prodotti dell’atto creativo, altri ritengono che si possa definire creativa la produzione che genera sorpresa, o ancora qualcuno attribuisce alla creatività caratteristiche di unicità e valore apprezzabili in un certo contesto. Dall’altra vi è chi invece considera creativo il processo stesso di produzione, per esempio la capacità di congiungere elementi comunemente lontani e diversi.

 


Per concludere dovendo definire in maniera estesa il termine creatività e basandoci tra le correnti di pensiero più recenti( tra cui Mayer) non si può definire la creatività come un’abilità intellettiva che la persona manifesta in egual misura e allo stesso modo in tutte le circostanze, ma si tende a considerarla come una specifica capacità cognitiva che pone l’individuo in grado di risolvere con successo determinati problemi; tuttavia non può esserci creatività senza conoscenza e padronanza delle competenze in un determinato campo.


A mio avviso creatività e intelligenza sono strettamente correlate; ciò nonostante non credo che chi possegga abilità intellettive più basse rispetto ad altre più elevate sia precluso dalla possibilità di manifestare una buona creatività. Nella mia esperienza in ambito sanitario come operatrice socio sanitaria ho potuto notare come individui affetti dalle più svariate patologie invalidanti in termini mentali ( o per esempio anziani con deterioramento mentale), abbiano espresso forme di creatività molto interessanti ( basti pensare alle opere d’arte di pittori affetti da malattie mentali che oggi sono esposte in numerosi musei).


Quello che è fondamentale dire è che è sommamente importante dare ai nostri ragazzi e bambini, per esempio nelle scuole, la possibilità di manifestare il processo creativo senza che essi siano ostacolati. Spesso ci troviamo di fronte a situazioni dove, gli adulti in particolare, mettono dei limiti, dei paletti allo sfogo creativo dei bambini. Ѐ importante dunque creare un terreno fertile, favorendo il libero pensiero, l’immaginazione , l’eclettismo, la libertà di sperimentare, affinché si possa sviluppare in modo sano la creatività. Evitare di mettere recinti fatti di regole, norme e preconcetti che altro non servono se non a spegnere quella fiammella di creatività che c’è dentro ognuno di noi.

In questo l’arteterapia può fare da ponte, favorendo il flusso di pensieri, idee, emozioni e intenzioni e rendendole concrete, passando anche e soprattutto attraverso l’atto creativo. In questo modo oltre a favorire il libero sfogo di emozioni dall’interno verso l esterno e dunque dando luogo a una sensazione di pulizia interiore, è possibile favorire quella sensazione di gratificazione per ciò che si è creato e incentivare l’autostima e il rafforzarsi delle proprie abilità. Creatività è essere presente, mettere l’anima mentre si fa qualcosa…qualsiasi cosa, che sia cucinare, disegnare, ballare, cantare , scrivere, coltivare il proprio orto.  

Ѐ importante ascoltarsi, in qualsiasi momento della giornata; ascoltandosi si da spazio alle proprie attitudini, alla propria spontaneità, ai desideri più nascosti. Per me è anche così che nasce l’atto creativo, facendo piano piano spazio dentro di sé, facendo fluire le cose che si hanno dentro.

 

Tuttavia ognuno di noi a un proprio modo, unico e inopinabile di affrontare la vita, la quotidianità e di approcciarsi alle cose che fa: per questo ogni atto creativo è unico e ogni oggetto creato è prezioso.

 

Cristina Eccli
arteterapeuta in formazione 

 

 

 

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